Inoltre, una misura va valutata in funzione della sua sostenibilità organizzativa: ad esempio, una misura che preveda di coinvolgere, da oggi, tutte le strutture organizzative in misura del 75% delle loro quote parte di lavoro erogate (“obbligo da oggi che i ¾ del lavoro di tutte le strutture dell’organizzazione sia l’attuazione della misura di sicurezza X”) potrà forse (e non è neanche detto) essere potente ed efficace, ma certamente non sarà efficiente, quindi non sarà organizzativamente sostenibile.
La sostenibilità organizzativa può essere calcolata:
valutando l’impatto sulle strutture organizzative (quante strutture vengono coinvolte? Che percentuale di strutture viene impiegata rispetto al totale? Quanta quota parte di lavoro le strutture coinvolte devono erogare per attuare la misura di sicurezza?)
valutando se la misura in questione è già presente e va solo riconfermata, è già prevista, o è una misura totalmente nuova.
Questi due criteri, incrociati in uno specifico algoritmo, possono generare un valore di sostenibilità organizzativa di ogni misura di sicurezza. Pertanto, la sostenibilità organizzativa di una misura è un indice che va calcolato a valle dell’inserimento e dell’applicazione della misura stessa.