L’indicatore di monitoraggio permette di quantificare la natura e la quantità di interventi necessari per raggiungere un determinato obiettivo, il quale a sua volta risulta indicativo dell’applicazione della misura.
Gli indicatori di monitoraggio sono oggetti attinenti alla fase di monitoraggio del rischio.
Il software [ROL], fino a circa la versione 2.0 (vale a dire nei primi circa 100 deploy del software), è stato focalizzato:
sulla mappatura dei rischi, ovvero sulla raccolta di dati, poi elaborati tramite specifici algoritmi, che hanno permesso di quantificare i livelli PxI dei singoli processi,
e, successivamente, sulla mitigazione dei rischi, ovvero sulla definizione ed applicazione delle misure di mitigazione ai rischi cui i processi sono esposti.
Le misure assegnate ai rischi, tuttavia, sono soltanto una stima di quanto deve essere messo in atto al fine di ridurre il rischio; tale stima è proposta dall’esperto anticorruttivo e presuppone che le misure individuate dall’ufficio anticorruzione, e proposte alle varie strutture che si occupano dei processi, vengano in seguito effettivamente applicate.
Tuttavia, individuare una serie di misure non significa che tali misure verranno effettivamente messe in atto dalle strutture che presiedono il processo; chiedere di applicarle è quindi soltanto una fase preliminare di gestione del livello di rischio corruttivo; bisogna, infatti, andare poi a verificare se effettivamente le misure individuate sono state applicate dagli uffici competenti.
In questo senso, la fase di stima corrisponde ai desiderata e richiede costruzioni ipotetiche: se le misure individuate al tempo t fossero state applicate al tempo t + 1, allora il livello del PxI di tale e talatro processo sarebbero cambiati dal tempo t al tempo t + 1 in questo range.
Il fatto che il criterio di riduzione sia scientificamente fondato ed attendibile (ovvero, applicando le stesse misure agli stessi livelli di rischio si ottengono sempre gli stessi risultati) non significa automaticamente che le misure individuate dagli esperti dell’anticorruzione siano state effettivamente applicate!
Occorre quindi una fase di monitoraggio, che prevede di verificare cosa è effettivamente accaduto.
Ora, questa fase non può consistere semplicisticamente nel chiedere alle strutture: “Tu hai poi applicato la misura X e la misura Y? Oppure non se ne è fatto più nulla?” Per meglio dire, un monitoraggio di questo genere sarebbe possibile ma al contempo risulterebbe troppo banale e inaffidabile.
Il modo corretto per verificare se una data misura è stata applicata consiste nell’assegnare, alla misura stessa, una serie di indicatori, che recano le indicazioni circa la baseline (lo stato dell’arte) ed il target (il risultato desiderato) che si vuole realizzare entro una certa data. Se tutti gli indicatori assegnati ad una misura, o un loro sottoinsieme scelto, hanno raggiunto il target, allora la misura è stata applicata.
NOTA BENE
Il criterio di applicabilità della misura è opinabile: si può decidere, in modo maggiormente restrittivo, di utilizzare l’operatore logico AND, non l’operatore logico OR. Ciò implicherebbe che se anche un solo target non è stato pienamente raggiunto, allora la misura risulta non applicata. In questo senso non esiste una condizione di “misura parzialmente applicata”: o la misura è stata applicata (pieno raggiungimento di tutti i target) o non è stata applicata.
Tuttavia, possono esistere criteri diversi, come quello di attenzionare uno specifico indicatore (“indicatore master”) che è quello che fa fede ai fini dell’applicazione della misura.
L’indicatore di monitoraggio, quindi, è un oggetto che ha il duplice scopo di fornire una serie di informazioni:
situazione attuale (baseline)
obiettivo (target)
e di aggregare una serie di misurazioni (monitoraggi), che forniscono il valore effettivo, al momento della misurazione, dell’indicatore misurato.
NOTA BENE
Bisogna stare attenti a non confondere l’indicatore di monitoraggio, che ha lo scopo di fornire un criterio da soddisfare per poter dire che la misura è stata applicata, con l’indicatore di rischio, che è un oggetto totalmente diverso e concorre al valore complessivo del PxI di un processo (v. parti iniziali dell’analisi).
Un indicatore di monitoraggio ha quindi una serie di attributi:
un tipo (on/off | quantitativo | percentuale)
uno stato (aperto | chiuso)
un nome
una descrizione
una baseline + data baseline
un target + data target
data ultimo aggiornamento
Inoltre, nell’ottica del monitoraggio effettuato attraverso il controllo di un indicatore “primario” più importante degli altri, l’indicatore di monitoraggio avrà anche l’attributo
che può assumere un valore vero o falso.
Un indicatore ha ovviamente una serie di relazioni
da un lato con la misura
dall’altro con la misurazione (monitoraggio).
La relazione con la misura non è diretta, ma mediata dalla fase di attuazione della misura stessa; introduciamo, quindi, questo ulteriore livello di descrizione, che bisogna inserire ora nel contesto del monitoraggio.